Investment & Trading Forum Milano

Martedi 27 al Palazzo delle Stelline si è tenuta la prima giornata dell’IT Forum inaugurata con l’incontro “Blockchain: la tecnologia che rivoluziona la finanza” tra i relatori Elena Lavezzi, Christian Miccoli, Michele Ficara Manganelli, Paolo Savarino e l’avvocato Battaglini. 

La discussione parte dal tentativo di definire la tecnologia Blockchain

La blockchain è un sistema distribuito di consenso in cui ogni transazione è composta da un blocco, posizionato in ordine cronologico e protetto dalla crittografia. La catena di blocchi si sostanzia in un registro pubblico (visibile da tutti i membri della rete) immutabile che tiene traccia di tutti i blocchi (transazioni) i quali contengono dati strettamente vincolati al blocco precedente.

Nota bene: la modifica di una singola transazione comporterebbe la modifica dell’intera catena di blocchi. 

Le blockchain sono reti peer to peer decentralizzate, in quanto sono esenti da terze parti che fungono da garante per le operazioni. Le transazioni vengono convalidate attraverso la risoluzione di algoritmi complessi che implicano una potenza computazionale considerevole (Mining).

Questo paradigma tecnologico utilizza la crittografia a chiave pubblica; la public key consente agli altri di visualizzare le transazioni in formato hash (funzione che trasforma dati di qualsiasi dimensione in una dimensione fissa) da te effettuate, mentre la private key ti consente di accedere ai tuoi digital assets.

La discussione si orienta in risposta al tweet di John McAfee, che delinea due scenari, uno sul valore del Mercato crypto e uno più morale sul ruolo di investitori e sviluppatori.

L’estrema libertà della Blockchain è anche il suo stesso limite. Il lato oscuro di queste tecnologie è dato dalla sua interpretazione, potrebbe potenzialmente avere un impatto pari o maggiore a internet, risulta infatti difficile essere d’accordo con quanto sostenuto da John McAfee, la somma dei mercati crypto non può essere nulla se la tecnologia alla base costituisce la spinta alla rivoluzione finanziaria dei prossimi anni. A supporto di ciò Christian Miccoli sostiene che nel breve termine la somma può essere zero, ma nel lungo periodo si crea sicuramente valore.

Paolo Savarino, citando la definizione della Blockchain come trust machine, indica il valore della tecnologia nella fiducia che si ripone nella stessa, adottando dinamiche non differenti da quelle che sono state alla base della nascita del credito nelle prime banche deriva infatti dal latino creditum da credere, affidare. 

Un parallelismo simile può essere fatto con la finanza tradizionale. Questa è costituita da un insieme di protocolli progressivamente più strutturati che nel corso dei decenni, delle regolamentazioni e delle dinamiche geopolitiche hanno accumulato non poche frizioni interne in termini di efficacia e applicabilità.

In relazione a ciò uno degli aspetti maggiormente discussi è senza dubbio il futuro delle regolamentazioni in materia legale e fiscale legata a questa tecnologia, a riguardo l’avvocato Battaglini descrive l’attuale framework normativo come scarso e limitato alla citazione di criptovalute in una definizione in materia di antiriciclaggio, problema che richiede certamente maggiori approfondimenti.

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