Giacomo Zucco  Founder & Ceo BlockchainLab

Le peculiarità di BTC sono da ricondurre all’utilizzo di due tecnologie riscoperte e riadattate per essere applicate allo scopo dell’asset. 

In primis l’aggiustamento automatico della difficoltà e in secundis il time-chain. 

L’innovazione vera di BTC sta nel cambiamento di paradigma con cui si approccia alla materia finanziaria e nel ritorno a un modello di privacy più simile a quello degli anni ’80. 

Infatti la rivoluzione Bitcoin non si limita al Fintech, ma assume un valore trasversale che coinvolge anche la politica. 

Tentativo di tornare al gold standard (deciso dalla natura, modelli economici non elastici e non manipolabili).

BTC = Rivoluziona la politica economica—> impatta in maniera diversa la finanza rispetto al Fintech

Il fatto stesso che la tecnologia sia 100% open source elimina de facto la possibilità di attribuire la proprietà intellettuale, si è vero è possibile inserire fees o ads, ma chiunque può replicare lo schema e poi andare ad eliminare le fees. 

Per la prima volta grazie a BTC e alla block c’è un’alternativa alla banca per acquistare online ed è possibile pagare su internet senza appalesare la propria identità.

In questo contesto l’industria non riesce a correre dietro la tecnologia, le startup sono numerose, in crescita, ma ancora piccole e le università non riescono a farsi portavoce di un’innovazione che dovrebbe partire proprio dal fronte della formazione.

A causa delle peculiarità intrinseche della tecnologia le grandi companies non hanno ancora trovato un modo per mettere a frutto con ricavi gli investimenti in blockchain. 

Ironicamente possiamo dire che il rapporto tra Blockchain e mondo esterno ha seguito lo schema di elaborazione del lutto di Kübler Ross formalizzato nel 1970. 

1. Fase di Rifiuto: non esistenza

2. Fase di Rabbia: si cerca di distruggere ciò che spaventa

3. Compromesso

La Blockchain attualmente si trova in questa terza fase, si riconosce l’esistenza della tecnologia, ma la si vuole applicare a modo proprio. 

BTC rappresenta una nuova Asset class—> completamente non correlata all’oro né a un’equity.

Quindi un servizio finanziario potrebbe utilizzare questa feature per creare panieri di investimento.

Al termine della prima fase del panel in seguito a una domanda del pubblico Zucco risponde ai dubbi in merito alla possibilità di manipolare il mercato BTC. 

Essendo BTC caratterizzato da scarsa liquidità e profondità di mercato ovviamente il mercato è manipolabile. 

In una prima fase ci sarà una parte importante di economia che viaggerà verso questi nuovi asset in maniera intermediata da enti finanziari già esistenti. Poi ci sarà l’intermediazione lieve ovvero il giusto equilibrio tra la possibilità di investire e la comodità di farlo in modo facile e accessibile a un vasto numero di soggetti. 

Usare BTC direttamente è scomodo, grazie a lighting network è possibile effettuare transazioni istantanee e sostanzialmente si tratta di un Bitcoin senza Blockchain che riesce ad essere più veloce ed economico da implementare e utilizzare, tuttavia anche in questo caso sono richieste competenze tecniche che possono essere richieste ad un nuovo intermediario specializzato. 

Un secondo tipo di intermediazione è quella di regolamentazione politica in cui è possibile gestire le politiche economiche. Certe tecnologie rendono impossibili la creazione di una regolamentazione se non solo come teorizzazione. 

Per esempio basti pensare all’invenzione del ciclo stile e alla diffusione dei libri. 

Non è che improvvisamente politicamente parlando non si volessero più ascrivere alcuni testi all’elenco dei libri proibiti, ma semplicemente la tecnologia del ciclo stile ha reso impossibile adottare misure in grado di contrastare la diffusione di alcuni titoli. 

Il BTC, se funziona, rende impossibile la regolamentazione ex ante ed erga omnes. 

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